La gestione delle fatture di fine anno

Negli ultimi giorni dell’anno occorre porre particolare attenzione al momento di emissione delle fatture attive, nonché alla data di ricezione di quelle di acquisto, considerati gli effetti che si determinano con riferimento, rispettivamente, all’esigibilità dell’IVA e al diritto alla detrazione dell’imposta.
Nel presente documento verranno forniti gli strumenti utili alla gestione degli adempimenti legati alla fatturazione attiva e passiva.

FATTURAZIONE ATTIVA
I termini di emissione della fattura sono disciplinati dall’art. 21 co. 4 del DPR 633/72. In via ordinaria, il documento deve essere emesso entro 12 giorni dal momento di ef­fet­tuazione dell’operazione (ar. 21 co. 4 primo periodo del DPR 633/72). Tale momento coincide, in linea generale (art. 6 del DPR 633/72), con:
- la consegna o spedizione dei beni mobili;
- la stipula dell’atto di acquisto per i beni immobili;
- il pagamento del corrispettivo per le prestazioni di servizi.
Il pagamento del corrispettivo che avvenga antecedentemente al verificarsi degli even­­ti appena indicati (relativi a beni mobili e immobili), ha l’effetto di anticipare il mo­mento impositivo e, di conseguenza, l’obbligo di emissione della fattura.
È bene sottolineare che l’obbligo di emissione della fattura non è annoverabile fra gli adempimenti per cui la Legge consente il rinvio al primo giorno lavorativo successivo, qualora il termine scada il sabato o in un giorno festivo. La fat­tura costituisce, infatti, un documento destinato alla controparte contrattuale ed è in­di­spensabile affinché il cessionario o committente possa esercitare il diritto alla detra­zio­ne dell’IVA.

Fatturazione differita


In deroga alla regola generale, che prevede l’emissione della fattura entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, la fattura può essere emessa in termini più ampi nei casi previsti dall’art. 21 co. 4 lett. a) - d) del DPR 633/72. Si veda, al proposito, la tabella seguente:

 

Norma

Tipo di operazione

Termine di emissione della fattura

Art. 21 co. 4 lett. a)
del DPR 633/72

(c.d. fattura “differita”)

·       Cessione di beni con DDT;

·       prestazioni di servizi identificate da idonea documentazione.

Entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione

Art. 21 co. 4 lett. b)
del DPR 633/72

(c.d. fattura “super-differita”)

Cessioni di beni effettuate dal ces­sio­nario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio ce­dente (c.d. “triangolari interne”)

Entro il mese successivo a quello di effettuazione (consegna o spedizione dei beni)

Art. 21 co. 4 lett. c)
del DPR 633/72

Prestazioni di servizi generiche ver­so soggetti passivi UE

Entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione

Art. 21 co. 4 lett. d)
del DPR 633/72

·       Prestazioni di servizi generiche rese da soggetto passivo extra-UE verso soggetto passivo sta­bilito in Italia;

·       prestazioni di servizi diverse da quel­le di cui agli artt. 7-quater e 7-quinquies del DPR 633/72 rese da soggetto passivo italiano verso soggetto passivo extra-UE.

Entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione

 

Fatturazione elettronica - Codici “Tipo Documento”


Si riportano, di seguito, i codici “TD” (“Tipo Documento”), da utilizzare nella predi­sposizione della fattura elettronica, immediata o differita.

Tipologia del documento

Codice

Fattura immediata

TD01

Acconto o anticipo su fattura

TD02

Parcella

TD06

Tipologia del documento

Codice

Acconto o anticipo su parcella

TD03

Fattura semplificata

TD07

Fattura differita (art. 21 co. 4 lett. a) del DPR 633/72)

TD24

Fattura super-differita (art. 21 co. 4 lett. b) del DPR 633/72)

TD25

Data di emissione e data di effettuazione

L’art. 21 co. 2 lett. g-bis) del DPR 633/72 dispone che tra le indicazioni che devono essere riportate in fattura figuri anche la “data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi” ovvero la “data in cui è corrisposto in tutto o in parte il cor­rispettivo, sempreché tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura”.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato, con riguardo alle fatture elettroniche inviate me­dian­te Sistema di Interscambio, che quest’ultimo “ne attesta inequivocabilmente e tra­sversalmente (all’emittente, al ricevente e all’Amministrazione finanziaria) la data (e l’orario) di avvenuta «trasmissione»”; è, pertanto, possibile “assumere che la data ri­por­­tata nel campo «Data» della sezione «Dati Generali» del file della fattura elet­tro­nica sia sempre e comunque la data di effettuazione dell’operazione” (circ. Agenzia delle Entrate 17.6.2019 n. 14).

Esemplificando, ipotizzando che una cessione di beni si consideri effettuata il 29.12.2023 (data della consegna), il soggetto passivo potrebbe:
- emettere (ossia generare e inviare al SdI) il documento nello stesso giorno; in questo caso “data dell’operazione” e “data di emissione” coincidono; nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” è indicato il giorno 29.12.2023;
- generare il documento il giorno della cessione e trasmetterlo al SdI entro i 12 gior­ni successivi (ad esempio il 3.1.2024); nel campo “Data” della sezione “Dati Ge­nerali” del file XML, viene sempre riportata la data dell’operazione (29.12.2023), ma l’emissione si perfezionerà al momento della ricezione senza scarto attestata dal SdI (ad esempio il 3.1.2024);
- generare e inviare al SdI il documento in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra la data dell’operazione (29.12.2023) e il termine ultimo di emissione (10.1.2024); anche in questo caso nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file XML, viene sempre riportata la data dell’operazione (29.12.2023), mentre l’emissione si per­fe­zionerà al momento della ricezione senza scarto attestata dal SdI (ad esempio il 3.1.2024).

Per quanto concerne le fatture differite, nella circ. 14/2019, l’Agenzia delle Entrate aveva precisato che, in presenza di più operazioni, nel campo “Data” poteva essere indicata la data dell’ultima operazione effettuata. Successivamente, la stessa Ammi­nistrazione finanziaria ha chiarito che, in alternativa e a seconda dei casi, il soggetto emittente potrà riportare il giorno di emissione della stessa o la data di fine mese “rappresentativa del momento di esigibilità dell’imposta” (risposta a interpello Agenzia delle Entrate 24.9.2019 n. 389).

ESIGIBILITA' DELL'IVA
Secondo la consolidata prassi nazionale, l’esigibilità dell’IVA è il “diritto dell’Erario a per­cepire il tributo a partire da un determinato momento”. Ne discende che il momento di esigibilità dell’IVA rappresenta il riferimento per l’imputazione delle operazioni ai rispettivi periodi di liquidazione dell’imposta.
Il soggetto passivo, in sede di liquidazione periodica, deve porre a confronto l’am­montare dell’imposta esigibile nel periodo e quello dell’IVA per la quale, nello stesso mese, è sorto e viene esercitato il correlativo diritto alla detrazione.
La normativa nazionale stabilisce che l’imposta diviene esigibile, salvo specifiche ec­ce­zioni, nel momento in cui le operazioni “si considerano effettuate” (art. 6 co. 5 del DPR 633/72).
L’emissione di fattura in modalità differita ai sensi dell’art. 21 co. 4 lett. a), c) e d) del DPR 633/72 non produce l’effetto di posticipare l’esigibilità dell’imposta, per cui l’IVA deve essere computata nella liquidazione periodica relativa al mese di effettuazione dell’operazione.

L’esigibilità dell’IVA non coincide con il momento di effettuazione, invece, nel caso del­le c.d. cessioni “triangolari interne”, per le quali l’art. 21 co. 4 lett. b) del DPR 633/72 consente al secondo cedente di emettere la fattura nei confronti del terzo entro il mese successivo a quello di consegna o spedizione dei beni da parte del primo cedente.

Esempio 1a- Fattura immediata


Un professionista che adotta la liquidazione trimestrale per opzione ex art. 7 del DPR 542/99, incassa i corrispettivi per due diverse prestazioni di consulenza in data 22.12.2023 e 29.12.2023.
Il soggetto passivo:
- genera e trasmette una parcella con codice TD06 in data 22.12.2023, ottenendo dal SdI conferma dell’avvenuto inoltro al cliente;
- genera e trasmette il 2.1.2024 una parcella con codice TD06, riportando la data di effettuazione del 29.12.2023 nel campo “Data” del file XML; ottenendo dal SdI con­ferma dell’avvenuto inoltro al cliente.
La seconda fattura, pur essendo stata trasmessa nel mese di gennaio 2024 (entro i termini previsti dall’art. 21 co. 4 primo periodo del DPR 633/72), confluirà nella li­qui­dazione del IV trimestre 2023. L’IVA, infatti, è esigibile in tale periodo, posto che il momento di effettuazione si è realizzato il giorno 29.12.2023

Momento di effettuazione

Data di emissione/
trasmissione

Liquidazione periodica

22.12.2023

22.12.2023

IV trimestre 2023
(soggetto “trimestrale per opzione”)

29.12.2023

2.1.2024

IV trimestre 2023
(soggetto “trimestrale per opzione”)

 

Esempio 2a - Fattura differita

Una società con liquidazione periodica mensile consegna beni a uno stesso cliente, in data 6.12.2023, 19.12.2023 e 28.12.2023.
Il soggetto genera, in data 28.12.2023, una fattura differita (codice TD24), che viene trasmessa al SdI entro il 15.1.2024. La fattura non è scartata dal SdI e viene inoltrata al cliente.
Il soggetto passivo inserisce la fattura e l’imposta corrispondente nel mese di di­cem­bre 2023, dal momento che l’emissione del documento differito non ha effetto di po­sticipare l’esigibilità dell’imposta.

Momento di effettuazione

Data di emissione/
trasmissione

Liquidazione periodica

6.12.2023

15.1.2023

Dicembre 2023

19.12.2023

28.12.2023

 

Esempio 3a - Fattura super-differita

Un soggetto passivo è promotore di una operazione “triangolare interna”. Il bene acquistato dal primo cedente italiano è spedito da quest’ultimo il 20.12.2023.
Conformemente a quanto disposto dall’art. 21 co. 4 lett. b) del DPR 633/72, il pro­motore (primo cessionario o secondo cedente) emette fattura (codice TD25) nei con­fronti del proprio cliente il 31.1.2024 (i.e. entro il mese successivo a quello di con­se­gna o spedizione dei beni da parte del primo cedente).
Benché la spedizione sia avvenuta nel il 20.12.2023 (momento di effettuazione), l’IVA in questo caso sarà esigibile nel mese di gennaio 2024.

Momento di effettuazione

Data di emissione/
trasmissione

Liquidazione periodica

20.12.2023

31.1.2024

Gennaio 2024

ESERCIZIO DELLA DETRAZIONE

L’esercizio della detrazione dell’IVA è, in linea generale, subordinato all’esistenza di un duplice requisito. Il termine iniziale per l’esercizio del suddetto diritto è infatti in­di­vi­duato nel momento in cui si verifica, in capo al cessionario o committente, la duplice condizione:
- dell’avvenuta esigibilità dell’imposta (requisito sostanziale);
- del possesso di una fattura redatta in conformità alle disposizioni di cui all’art. 21 del DPR 633/72 (requisito formale).

Possesso della e-fattura - Presa visione


Se il recapito di una fattura elettronica non è possibile, il documento viene messo a disposizione del soggetto passivo nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate e il cedente/prestatore ne dà comunicazione al cessionario/committente. In tal caso, la data di ricezione coincide con il momento in cui il cessionario o com­mittente prende visione del documento.
L’Agenzia delle Entrate, con risposta a interpello 26.9.2023 n. 435, ha affermato che tale azione non può essere arbitrariamente procrastinata, posto che da ciò con­se­guirebbe un indebito rinvio del dies a quo per l’esercizio della detrazione.

In linea generale, il soggetto passivo che adotta la liquidazione periodica mensile dell’IVA, entro il giorno 16 di ciascun mese, “determina la differenza tra l’ammontare complessivo dell’imposta sul valore aggiunto esigibile nel mese precedente, risultante dalle annotazioni eseguite o da eseguire nei registri relativi alle fatture emesse o ai cor­rispettivi delle operazioni imponibili, e quello dell’imposta, risultante dalle an­no­tazioni eseguite, nei registri relativi ai beni ed ai servizi acquistati, sulla base dei do­cumenti di acquisto di cui è in possesso e per i quali il diritto alla detrazione viene esercitato nello stesso mese ai sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633” (art. 1 del DPR 100/98).
Entro lo stesso termine (16 di ciascun mese) può essere esercitato il diritto alla de­tra­zione dell’imposta relativa alle fatture di acquisto ricevute e annotate entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione” (art. 1 del DPR 100/98). Tale regola trova un’eccezione “per i documenti di acquisto relativi ad operazioni ef­fettuate nell’anno precedente” (art. 1 del DPR 100/98).
La deroga prevista per le c.d. fatture “a cavallo d’anno” vale anche nel caso di li­qui­dazione periodica trimestrale dell’IVA.

Effetti operativi della deroga per le fatture “a cavallo d’anno”


Trasponendo a livello concreto il dettato normativo, quindi, non è consentito l’eser­cizio della detrazione nella liquidazione riferita al mese di dicembre 2023 (entro il ter­mine del 16.1.2024 per i soggetti passivi che adottano la liquidazione pe­riodica mensile) per gli acquisti di beni o le prestazioni di servizi ricevute il cui momento di effettuazione si verifica nel mese di dicembre 2023 ma la fattura è rice­vuta e an­notata nel registro degli acquisti nei primi 15 giorni di gennaio 2024.

Novità della legge delega di riforma fiscale


Nell’ambito della revisione della disciplina relativa alla detrazione IVA, la legge dele­ga di riforma fiscale introduce un correttivo che consentirà di esercitare il diritto an­che con riferimento all’imposta indicata su fatture di acquisto relative ad ope­razioni effettuate nell’anno precedente, ma ricevute dal cessionario o prestatore nei primi 15 giorni di gennaio.
L’art. 7 co. 1 lett. d) n. 3 della L. 111/2023 elimina la limitazione prevista dall’art. 1 del DPR 100/98, prevedendo che “in relazione ai beni e servizi acquistati o importati per i quali l’esigibilità dell’imposta si verifica nell’anno precedente a quello di rice­zio­ne della fattura, il diritto alla detrazione possa essere esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui la fattura è ricevuta”. Come riportato nella rela­zione illustrativa, si potrà conseguentemente ritenere superata la previ­sione in base alla quale la detrazione non può essere esercitata nel periodo in cui l’imposta è divenuta esigibile, ma in quello di ricezione del documento.
TUTTAVIA, AFFINCHE’ SIA OPERATIVA TALE PREVISIONE DI FAVORE, OCCORRE ATTENDERE L’INSERIMENTO DI QUANTO PREVISTO NELLA LEGGE DELEGA DI RIFORMA FISCALE NEI RELATIVI DECRETI DISPOSITIVI E, PERTANTO, SI POTRA’ SFRUTTARE SOLO A DICEMBRE DEL 2024.

Va ricordato, infine, che nel caso in cui il cessionario o committente riceva entro il me­se di dicembre 2023 una fattura (requisito formale per la detrazione) relativa ad un acquisto effettuato nell’anno 2023 (requisito sostanziale per la detrazione), saranno consentite le seguenti due scelte alternative:
- annotazione del documento nel registro degli acquisti (art. 25 del DPR 633/72) nel mese di dicembre 2023 con inserimento dell’IVA nella relativa liquidazione;
- registrazione del documento, al più tardi, entro il 30.4.2024 (termine di presen­ta­zione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2023) in un’apposita sezione del registro IVA degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2023. L’imposta a credito concorrerà a formare il saldo della dichiarazione annuale IVA relativa al 2023 (circ. Agenzia delle Entrate 17.1.2018 n. 1).

Effettuazione dell’acquisto

Ricezione della fattura

Registrazione dell’acquisto

Detrazione dell’IVA

2023

2023

2023

2023
(entro 30.4.2024)

2023

2023

2024
(entro 30.4.2024)
in apposito sezionale con riferimento a 2023

2023
(entro 30.4.2024)

2023

2024

2024

2024
(entro 30.4.2025)


Infatti, si ricorda che, per quanto riguarda il termine ultimo per la detrazione dell’IVA, la norma di riferimento è sempre l’articolo 19 del DPR n. 633/72.
Art. 19 del DPR n. 633/72

il diritto alla detrazione IVA può essere esercitato con riferimento all’anno solare nel corso del quale l’imposta è divenuta esigibile, al più tardi con la corrispondente dichiarazione annuale”


Di fatto, la norma, limita la detrazione Iva ai quattro mesi successivi all’anno in cui l’imposta è divenuta esigibile. Pertanto, come detto, la registrazione delle fatture deve eseguirsi anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione e, comunque, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.
Decorso il termine per l’invio della dichiarazione Iva, il diritto alla detrazione deve ritenersi perso, tranne nel caso di invio di una integrativa a favore, non oltre il termine stabilito dall’articolo 57 del DPR n. 633/72 (ovvero entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione originaria).

Esempio 1b


Si pensi al professionista di cui all’esempio 1a.
Il cliente che ha pagato il corrispettivo il 22.12.2023 avrà ragionevolmente ricevuto la fattura nei giorni immediatamente successivi (ad es. il 24.12.2023).
Per questo motivo il committente avrà titolo a portare in detrazione l’IVA nel mese di dicembre 2023 o al più tardi entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa al periodo 2023 in cui si sono verificati entrambi i requisiti dell’esigibilità (sostanziale) e del possesso (formale).

Momento di effettuazione

Data di ricezione

Liquidazione periodica da cui può essere esercitata la detrazione

22.12.2023

24.12.2023

Dicembre 2023

 

Esempio 2b


Facendo sempre riferimento al caso del professionista di cui all’esempio 1a, il cliente che ha pagato il compenso il giorno 29.12.2023, riceve la fattura (emessa dal pro­fessionista il 2.1.2024), il giorno 4.1.2024. Il questo caso, il presupposto sostanziale si è verificato nel 2023, posto che l’ope­ra­zione si intende effettuata al momento del pagamento del corrispettivo, il 29.12.2023.
Tuttavia, sino al 4.1.2024 non si verifica il requisito (formale) del possesso del docu­mento. Ciò sta a significare che entrambi i presupposti per l’esercizio della detrazione (for­male e sostanziale) si verificano soltanto a decorrere dal 4.1.2024.
Ne discende che il committente potrà, alternativamente:
- annotare la fattura nel registro degli acquisti (art. 25 del DPR 633/72) nel mese di gennaio 2024 con inserimento dell’IVA nella relativa liquidazione;
- registrare il documento, al più tardi, entro il 30.4.2025 (termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2024) in un’apposita sezione del registro IVA degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2024. L’imposta a credito concorrerà a formare il saldo della dichiarazione annuale IVA relativa al 2024 (circ. Agenzia delle Entrate 17.1.2018 n. 1).

Momento di effettuazione

Data di ricezione

Liquidazione periodica da cui può essere esercitata la detrazione

29.12.2023

4.1.2024

Gennaio 2024

 

Esempio 3b


Facendo riferimento al caso dell’esempio 2a, il cessionario riceve i beni nel mese di di­cembre (6.12.2023, 19.12.2023 e 28.12.2023). Il presupposto sostanziale per l’eser­cizio della detrazione si verifica dunque nel 2023.
Tuttavia, considerato che il cedente ha emesso fattura differita il 15.1.2024, e ipo­tiz­zando che il cliente abbia ricevuto il documento il giorno successivo (16.1.2024), il re­quisito formale del possesso della fattura si è verificato nel 2024.
Ciò sta a significare che entrambi i presupposti per l’esercizio della detrazione (formale e sostanziale) si verificano soltanto a decorrere dal 16.1.2024.
Ne discende che il committente potrà, alternativamente:
- annotare la fattura nel registro degli acquisti (art. 25 del DPR 633/72) nel mese di gennaio 2024 con inserimento dell’IVA nella relativa liquidazione;
- registrare il documento, al più tardi, entro il 30.4.2025 (termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2024) in un’apposita sezione del registro IVA degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2024. L’imposta a credito concorrerà a formare il saldo della dichiarazione annuale IVA relativa al 2024 (circ. Agenzia delle Entrate 17.1.2018 n. 1).

­­­Momento di effettuazione

Data di ricezione

Liquidazione periodica da cui può essere esercitata la detrazione

6.12.2023

16.1.2024

Gennaio 2024

19.12.2023

28.12.2023

 

 >> scarica la news <<

Richiedi informazioni


Per maggiori informazioni su News Fiscalità, compila i campi seguenti con i tuoi dati e clicca su Invia Richiesta. La tua richiesta sarà inviata all'ufficio competente che provvederà a contattarti al più presto.

Ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) dichiaro di aver preso visione della informativa privacy.


OMAGGI DI FINE ANNO: i principali aspetti del regime fiscale nell’ambito delle imposte sui redditi e dell’IVA

La concessione di omaggi da parte delle imprese e degli esercenti arti e professioni rappresenta un fatto usuale, in special modo in occasione di festività e ricorrenze.
Di seguito si riepilogano i principali aspetti del regime fiscale di tali cessioni nell’ambito delle impo­ste sui redditi e dell’IVA.

IMPRESE
Gli oneri sostenuti per la distribuzione di omaggi possono assumere diversa natura reddituale a se­conda che il bene venga ceduto:
- ai clienti;
- ai dipendenti e ai soggetti fiscalmente assimilati (es. collaboratori coordinati e continuativi).

OMAGGI AI CLIENTI


In linea generale, gli oneri sostenuti per omaggi distribuiti ai clienti sono deducibili:
- interamente, se il valore unitario dei beni in omaggio destinati ad uno stesso soggetto non su­pera i 50,00 euro;
- nell’esercizio di competenza della spesa nel rispetto dei limiti percentuali previsti dall’art. 108 co. 2 del TUIR, se il valore unitario dell’omaggio supera i 50,00 euro, oppure se vengono da­te in omag­­­­­gio prestazioni di servizi o titoli rappresentativi delle stesse (es. tessere per en­tra­re al cine­ma, carnet per centro benessere), in quanto rientrano tra le c.d. “spese di rappre­sen­tanza”.

Queste ultime sono deducibili in misura pari:
- all’1,5% dei ricavi e altri proventi fino a 10 milioni di euro;
- allo 0,6% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 10 mi­lio­ni di euro e fino a 50 milioni di euro;
- allo 0,4% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 50 mi­lioni di euro.

Tanto premesso, al fine di determinare il “valore unitario” dell’omaggio consegnato, occorre fare ri­fe­­rimento:
- al regalo nel suo complesso (es. cesto natalizio), e non ai singoli beni che lo compongono;
- al valore di mercato del bene;
- al singolo cliente destinatario dell’omaggio.

BENI AUTOPRODOTTI
Per i beni autoprodotti dall’impresa (beni alla cui ideazione, produzione e commercializzazione è di­retta l’attività d’impresa che vengono prodotti dalla società o che sono commissionati a lavoranti e­sterni e acquistati dall’impresa per la successiva rivendita):
- al fine di individuare le spese di rappresentanza da sottoporre al regime di deducibilità limi­tata, rileva il valore di mercato dell’omaggio;
- una volta qualificata la spesa come di rappresentanza (se, quindi, il valore di mercato risulta superiore a 50,00 euro), ai fini del calcolo del limite di deducibilità concorre invece, per inte­ro, il costo di produzione effettivamente sostenuto dall’impresa, indipendentemente dal fatto che lo stesso sia inferiore o meno a 50,00 euro.

Ad esempio, nel caso in cui l’omaggio autoprodotto abbia un valore di mercato pari a 80,00 euro e un costo di produzione di 40,00 euro:
- l’omaggio costituisce una spesa di rappresentanza da sottoporre alla verifica del limite di de­ducibilità (valore di mercato superiore al limite di 50,00 euro);
- ai fini del calcolo del plafond di deducibilità rileva l’importo di 40,00 euro, vale a dire il costo di produzione effettivo.

Nel caso in cui il valore normale dell’omaggio autoprodotto sia inferiore o uguale a 50,00 euro, il co­sto effettivamente sostenuto per la produzione beneficia della deduzione integrale. Pertanto, ad esempio, qualora l’omaggio autoprodotto abbia un valore di mercato pari a 40,00 euro e un costo di produzione pari a 30,00 euro, l’omaggio è interamente deducibile per 30,00 euro.

OMAGGI AI DIPENDENTI e ai soggetti assimilati

In linea generale, il costo sostenuto dal datore di lavoro per l’acquisto di beni da destinare in omag­­­­­gio ai dipendenti e ai soggetti assimilati (es. collaboratori) è deducibile dal reddito d’impresa secon­do le norme relative ai costi per le prestazioni di lavoro. Tale regola non si applica alle spese di istruzione, educazione, ricreazione, di assistenza sociale e di culto che sono deducibili dal reddito d’impresa nel limite del 5 per mille delle spese per presta­zio­­ni di lavoro dipendente.
Lato dipendenti, gli omaggi ricevuti in relazione al rapporto di lavoro concorrono a formare il reddito per il lavoratore dipendente; risultano tuttavia non imponibili gli omaggi ricevuti che, nel periodo d’im­po­sta 2023, non superino, insieme all’ammontare degli altri fringe benefit:
- per i dipendenti senza figli fiscalmente a carico, la soglia ordinaria di 258,23 euro riconosciuta dall’art. 51 co. 3 del TUIR per i beni ceduti e i servizi prestati ai dipendenti (non anche per le somme relative al pagamento delle utenze domestiche);
- per i dipendenti con figli fiscalmente a carico, la soglia di 3.000,00 euro, con possibilità di includervi anche le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale (art. 40 del DL 48/2023).

A tale limite, per il 2023, si aggiungono i buoni benzina erogati ai dipendenti esclusi da imposizione fiscale per un massimo di 200,00 euro per lavoratore, ai sensi dell’art. 1 co. 1 del DL 5/2023 (c.d. “bonus carburante”).

REGIME FORFETTARIO
Non assumono alcuna rilevanza nella determinazione del reddito le spese per omaggi acquistati nel­l’ambito del regime forfetario, di cui alla L. 190/2014 (legge di stabilità 2015), in quanto, in tale re­gime, il reddito imponibile è quantificato tramite l’applicazione del coefficiente di red­di­tività previsto per la specifica attività svolta all’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel pe­riodo d’imposta. Ciò significa che le spese eventualmente sostenute non sono deducibili analiti­ca­mente, essendo il loro ammontare predefinito nel coefficiente di redditività.

ESERCENTI ARTI E PROFESSIONI

OMAGGI AI CLIENTI


Il costo dei beni oggetto di cessione gratuita od omaggio alla clientela è deducibile dal reddito del professionista a titolo di spesa di rappresentanza, nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel pe­rio­­­do d’imposta.

OMAGGI AI DIPENDENTI o ai collaboratori


Per i professionisti, il costo sostenuto per l’acquisto di beni dati in omaggio ai propri dipendenti (o col­laboratori) non è specificamente disciplinato.
Il costo di tali omaggi dovrebbe essere integralmente deducibile dal reddito di lavoro autonomo pro­­fes­sionale, al pari di ogni altra spesa per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato sostenu­ta dal professionista, dal momento che le liberalità ai dipendenti non rientrano tra le spese di rap­pre­­sen­tan­za, secondo la nozione fornita dal DM 19.11.2008 (applicabile anche al reddito di lavoro au­tonomo).

IVA
Le cessioni gratuite di beni ai clienti seguono la disciplina generale di imponibilità IVA, ad ecce­zio­ne dei beni non rientranti nell’attività propria dell’impresa, per i quali sono previsti alcuni casi di esclusione.

Beni rientranti nell’attività propria dell’impresa


Le cessioni gratuite di beni rientranti nell’attività d’impresa seguono la disciplina generale dell’art. 2 co. 2 n. 4 del DPR 633/72, il quale le considera “assimilate” alle cessioni “in senso stretto” e come tali imponibili IVA; di conseguenza, l’IVA a monte è detraibile. Ai fini della base imponibile, ai sensi dell’art. 13 co. 2 lett. c) del DPR 633/72, il valore da prendere a riferimento è dato “dal prezzo di acquisto o, in mancanza, dal prezzo di costo dei beni o di beni simili, determinati nel momento in cui si effettuano tali operazioni”.

Documentazione per la cessione


La rivalsa dell’IVA non è obbligatoria per le cessioni gratuite di beni. In assenza di rivalsa, l’operazione può essere certificata, alternativamente:
- emettendo, in un unico esemplare, un’autofattura con l’indicazione del prezzo di acquisto dei beni, dell’aliquota applicabile e della relativa imposta, specificando anche che trattasi di “au­to­­fat­tura per omaggi”. Tale documento, che deve essere annotato esclusivamente sul re­gi­stro IVA delle ven­dite, può essere emesso singolarmente per ciascuna cessione, ovvero mensilmente per tut­te le cessioni effettuate nel mese;
- annotando, su un apposito “registro degli omaggi”, l’ammontare globale dei prezzi di acqui­sto dei beni ceduti gratuitamente, riferito alle cessioni effettuate in ciascun giorno, distinte per aliquota.

Per la documentazione delle operazioni al dettaglio soggette a memorizzazione e trasmissione dei cor­rispettivi (art. 2 co. 5 del DLgs. 127/2015), risulta, tuttavia, consentita l’emissione della sola autofat­tura singola (e non anche di quella “mensile”), mentre non si potrà ricorrere al registro degli omaggi.

Le autofatture per omaggi devono essere emesse in modalità elettronica ai sensi dell’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015:
- riportando i dati del cedente/prestatore sia nella sezione “Dati del cedente/prestatore” sia nella sezione “Dati del cessionario/committente”;
- indicando “TD27” nel campo “tipo documento”.

L’IVA non addebitata in rivalsa è indeducibile ai fini delle imposte sui redditi.

Campioni gratuiti


Sono escluse da IVA le cessioni gratuite di campioni:
- di modico valore;
- appositamente contrassegnati, in maniera indelebile; l’obbligo può essere correttamente assolto anche mediante l’apposizione di un’etichettatura, benché rimuovibile, sui beni o sull’in­volucro che li contiene;
- che avvengono “per promuovere il bene, al fine di migliorarne la conoscenza e la diffusione pres­so gli utilizzatori, attuali e potenziali”.

Beni non rientranti nell’attività propria dell’impresa


Gli acquisti di beni destinati ad essere ceduti gratuitamente, la cui produzione o il cui commercio non rientra nell’attività propria dell’impresa, costituiscono sempre spese di rappresentanza, indi­pen­­­­­­­­de­ntemente dal costo unitario dei beni stessi.
Per i beni non rientranti nell’attività propria dell’impresa (non essendo di propria produzione o com­mercio), la cessione gratuita è sempre esclusa da IVA.
L’IVA relativa alle spese di rappresentanza, invece, è detraibile solo in relazione all’acquisto di be­ni di costo unitario non superiore a 50,00 euro.
Pertanto, l’IVA “a monte” è:
- detraibile, se il valore unitario del bene non è superiore a 50,00 euro;
- indetraibile, se il valore unitario del bene è superiore a 50,00 euro.

Omaggi ai dipendenti e ai soggetti assimilati


I beni acquistati per essere ceduti a titolo di omaggio ai propri dipendenti e ai soggetti assimilati (es. collaboratori) non sono inerenti all’attività d’impresa e non possono nemmeno essere qua­lifi­cati come spese di rappresentanza; di conseguenza, la relativa IVA è indetraibile, mentre la loro ces­sione gratuita è esclusa dal campo di applicazione dell’imposta. Le medesime considerazioni valgono, altresì, per i servizi acquistati per essere resi a titolo di omaggio ai propri dipendenti e soggetti assimilati (indetraibilità dell’imposta relativa all’acquisto del servizio e successiva prestazione gratuita fuori campo IVA). Se gli omaggi sono rappresentati da beni oggetto dell’attività d’impresa, spetta la detrazione del­l’im­­posta, mentre la cessione gratuita è imponibile.

CONCESSIONE DI “BUONI ACQUISTO” (VOUCHER)
È ormai prassi diffusa concedere omaggi anche sotto forma di “buoni acquisto” (voucher), che con­­­sen­tono l’acquisto di beni/servizi negli esercizi convenzionati.

Trattamento ai fini Iva


La disciplina IVA applicabile all’emissione, al trasferimento e al riscatto dei voucher è stata riforma­ta recentemente. Le nuove disposizioni trovano applicazione per i buoni emessi successivamente al 31.12.2018.
Nell’ambito dell’attuale disciplina, i voucher (o “buoni corrispettivo”) sono definiti come strumenti che contengono l’obbligo di essere accettati come corrispettivo o parziale corrispettivo a fronte di una cessione di beni o di una prestazione di servizi e che riportano sul supporto utilizzato o sulla relativa documentazione le informazioni necessarie a individuare i beni o servizi da cedere o prestare o le identità dei potenziali cedenti o prestatori, ivi incluse le condizioni generali di utilizzo dei buoni medesimi. Inoltre, nell’attuale disciplina, si distingue tra:
- buoni “monouso”, se al momento dell’emissione risultano già noti tutti gli elementi che consentono di determinare il trattamento IVA applicabile all’operazione ad esso sottesa (es. natu­ra, qualità, quantità dei beni o servizi forniti). In tal caso la cessione di beni o la prestazione di servizi cui il buono-corrispettivo “monouso” dà diritto si considera effettuata all’atto dell’e­missione del buono-corrispettivo, nonché all’atto di ciascun trasferimento dello stesso antecedentemente al riscatto;
- buoni “multiuso”, se la disciplina applicabile, ai fini IVA, alla cessione di beni o alla prestazione di servizi cui il buono-corrispettivo dà diritto non è nota al momento della sua emissione (ad esempio perché è possibile utilizzare il buono presso un dettagliante che cede beni soggetti ad aliquote IVA diverse). In tale ipotesi, l’operazione si considera effettuata solo nel momento in cui il buono è riscattato, dando luogo ad una cessione di beni o una prestazione di servizi (l’esigibilità dell’imposta sorge, quindi, secondo le ordinarie regole di cui all’art. 6 del DPR 633/72).

Trattamento ai fini delle imposte dirette


La deducibilità delle spese sostenute per l’acquisto di voucher che le imprese omaggiano ai propri clienti segue il trattamento delle spese di rappresentanza.
Nel caso in cui i buoni acquisto siano concessi ai dipendenti, gli stessi costituiscono fringe benefit per i dipendenti per effetto del co. 3-bis dell’art. 51 del TUIR e i relativi costi rientrerebbero tra quelli deducibili per la società.

 >> scarica la news <<

Richiedi informazioni


Per maggiori informazioni su News Fiscalità, compila i campi seguenti con i tuoi dati e clicca su Invia Richiesta. La tua richiesta sarà inviata all'ufficio competente che provvederà a contattarti al più presto.

Ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) dichiaro di aver preso visione della informativa privacy.


Convegno NUOVO RUOLO DEL RESPONSABILE FINANZIARIO nell'iter della programmazione di bilancio

La Programmazione 2024 – 2026 e le novità in arrivo.

Le recenti modifiche al principio contabile della programmazione di bilancio (allegato 4/1 al Dlgs. 118/2011), introdotte a seguito della pubblicazione del Dm 25 luglio 2023, non rappresentano semplici variazioni procedurali del processo di formazione del bilancio di previsione, ma una precisa scelta del legislatore, volta a velocizzare il percorso di formazione del documento previsionale, grazie a tempi ben definiti, competenze, responsabilità.

In questo nuovo sistema la figura del responsabile dei servizi finanziari assume il ruolo di maggior rilievo nel processo, in quanto chiamato per la prima volta ad agire anche in assenza dell'indirizzo politico e delle indicazioni degli altri responsabili di servizio.

L’incontro sarà anche l’occasione per analizzare insieme le principali fasi della programmazione, alcune delle principali novità nella formazione del nuovo bilancio, tra cui la gestione dei fondi attribuiti per asili nido e trasporto disabili (finalizzate ad attivare o potenziare i servizi sociali), la contabilizzazione delle spese di progettazione e il fondo pluriennale vincolato per le opere pubbliche. Concluderà il programma uno sguardo sul futuro della contabilità pubblica, tra cui la riforma Accrual ed il cantiere sull’ordinamento degli enti locali da poco avviato.

PROGRAMMA
- La nuova formulazione del paragrafo 9.3 - nuovo ruolo e nuove responsabilità per il responsabile finanziario;
- I possibili interventi da adottare per riequilibrare il bilancio, soluzioni e suggerimenti;
- Il DUP e la Nota di Aggiornamento al DUP;
- La programmazione 2024 – 2026 alcune novità;
- La contabilizzazione delle spese di progettazione e il fondo pluriennale vincolato per le opere pubbliche;
- La riforma Accrual;
- Il cantiere sull’ordinamento degli enti locali da poco avviato.

Convegno gratuito
 Venerdì 22 settembre 2023 -  dalle ore 9.00 alle ore 13.00

>> Clicca qui per iscriverti <<

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA: compilando l’apposito form di iscrizione a questo link
ENTRO E NON OLTRE GIOVEDI’ 21 SETTEMBRE 2023

COSTO: LA PARTECIPAZIONE E’ GRATUITA
Il convegno si terrà in presenza.
Per motivi di logistica chiediamo la partecipazione massima di 1 rappresentante per Ente.
La partecipazione sarà ammessa fino a un massimo di 45 iscritti. In caso di richieste eccedenti, sarà programmato un secondo convengo.

DATA E ORARIO:   Venerdì 22 settembre – dalle ore 9:00 alle ore 13:00

LUOGO:   CDA Studio Legale Tributario, Mantova – Via Cremona n. 29/A

Chi desidera avere informazioni può contattare la nostra segreteria organizzativa al numero 0376/227111 o all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

RELATORI
DOTT. NICOLO’ ANDRIONE
Dottore commercialista – Consulente e Revisore dei Conti di Amministrazioni Pubbliche

DOTT. MARCO CASTELLINI
Dottore commercialista – Consulente e Revisore dei Conti di Amministrazioni Pubbliche

DOTT. ALBERTO MASSARA
Dottore commercialista – Consulente Amministrazioni Pubbliche

>> Clicca qui per iscriverti <<    

 >> Scarica la locandina del Webinar<<